Passo 4: Prima di firmare o cambiare lavoro, cosa verificare

Pubblicato da Francesca Bianchi su

Passo 4 di 4
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Firmare un nuovo contratto è un momento di passaggio, e quando si lascia un impiego per un altro le due cose si intrecciano: preavviso da rispettare, dimissioni da comunicare nel modo corretto, contributi da non interrompere. Chi è al primo impiego ha meno vincoli, ma gli stessi documenti da leggere.

Questo passo chiude il percorso con le verifiche finali, i passaggi per lasciare un lavoro in modo regolare e i soggetti a cui rivolgersi se qualcosa non è chiaro.

In sintesi
  • Il preavviso dipende dal CCNL e dall'anzianità: verificalo prima di fissare la data di inizio.
  • Le dimissioni si presentano con la procedura telematica del Ministero del Lavoro, non per email.
  • Sindacato, patronato e consulente del lavoro possono leggere la proposta prima della firma.

Il preavviso: quanto dura e come funziona

Chi si dimette da un contratto a tempo indeterminato deve dare un preavviso, cioè continuare a lavorare per un periodo stabilito prima che il rapporto cessi. La durata non è fissata dalla legge in modo uniforme: dipende dal CCNL applicato, dal livello di inquadramento e dall’anzianità di servizio.

Se il lavoratore non rispetta il preavviso, l’azienda può trattenere un’indennità di mancato preavviso corrispondente ai giorni mancanti. Per questo, quando si tratta con un nuovo datore di lavoro, conviene comunicare da subito la durata del proprio preavviso e concordare una data di inizio compatibile. Durante la prova, invece, il recesso in genere non richiede preavviso. Nel contratto a termine le dimissioni anticipate sono possibili solo per giusta causa, salvo diversa previsione.

Dimissioni: la procedura telematica

In Italia le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro subordinato vanno presentate, in via generale, con una procedura telematica sul portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il lavoratore può compilare il modulo in autonomia oppure rivolgersi a un soggetto abilitato come un patronato, un sindacato, un consulente del lavoro o una sede dell’Ispettorato.

Il modulo può essere revocato entro un termine previsto dalla procedura. Esistono categorie escluse o con regole particolari, per esempio il lavoro domestico o i casi in cui è prevista una convalida in sede protetta, come nei periodi tutelati della genitorialità. Prima di inviare le dimissioni conviene avere in mano la lettera di assunzione firmata dal nuovo datore, non solo un accordo verbale.

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Contributi, NASpI e continuità tra un lavoro e l'altro

Ogni mese di lavoro subordinato regolare genera contributi previdenziali versati all’INPS, che costruiscono la posizione pensionistica. Una pausa tra due rapporti non cancella quanto versato, ma lascia scoperto il periodo senza lavoro.

La NASpI è l’indennità di disoccupazione gestita dall’INPS per chi perde il lavoro in modo involontario. In termini generali riguarda situazioni come:

  • la scadenza di un contratto a termine non rinnovato
  • il licenziamento, salvo le eccezioni di legge
  • le dimissioni per giusta causa o nei periodi tutelati
  • la risoluzione consensuale nei casi ammessi dalla normativa

Chi si dimette volontariamente per cambiare lavoro, in genere, non ne ha diritto. Requisiti, durata e modalità di domanda sono definiti dalla normativa e verificati dall’INPS caso per caso, quindi conviene informarsi prima di lasciare un impiego.

A chi chiedere chiarimenti e le verifiche finali

Il sindacato di categoria, un patronato o un consulente del lavoro possono leggere la proposta, confrontarla con il CCNL e segnalare le clausole da discutere. In genere la consulenza di patronati e sindacati è gratuita o legata a un’iscrizione. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro riceve segnalazioni su irregolarità nel rapporto di lavoro. La tabella riassume a chi rivolgersi.

DubbioA chi rivolgersiCosa può fare
Inquadramento o clausole della propostaSindacato o consulente del lavoroConfronto con il CCNL
Invio delle dimissioni telematichePatronato o sindacatoCompilazione e trasmissione del modulo
Contributi mancanti o irregolaritàINPS o Ispettorato del LavoroVerifica della posizione e segnalazione
NASpI e altre indennitàPatronatoVerifica dei requisiti e domanda
Prima di procedere: checklist
  • La lettera di assunzione del nuovo datore è firmata e riporta CCNL, livello, RAL e sede
  • La durata del tuo preavviso è stata verificata sul CCNL e concordata con la nuova azienda
  • Le dimissioni sono inviate con la procedura telematica, non solo per email
  • Il periodo di prova e l'eventuale scadenza del contratto sono scritti e compresi
  • Hai chiesto conferma su ferie maturate, ultima busta paga e liquidazione del TFR
  • Un sindacato o un patronato ha letto la proposta, se qualcosa non era chiaro

La procedura ufficiale per le dimissioni volontarie

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali pubblica sul proprio sito la pagina dedicata alla procedura telematica delle dimissioni volontarie, con le istruzioni, i soggetti abilitati e i casi in cui si applica. Se stai per lasciare un impiego per un altro, è la fonte da consultare per procedere in modo corretto. In caso di dubbio, fatti assistere da un patronato o da un sindacato.

›Vai alla pagina ufficiale del Ministero‹

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Francesca Bianchi

Condivide consigli semplici e utili su finanza personale, risparmio e gestione del denaro.