Passo 2: i tipi di contratto in sala, cucina e hotel

Pubblicato da Francesca Bianchi su

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Prima di leggere una proposta bisogna sapere di che cosa si parla. Nel settore dell’accoglienza convivono forme di rapporto molto diverse: chi lavora tre mesi in una località di mare, chi è assunto per un evento, chi entra in apprendistato in una cucina e chi ha un posto stabile in un hotel cittadino.

Questo passo passa in rassegna i tipi di contratto più comuni, spiega la differenza tra apprendistato e tirocinio, introduce il contratto a chiamata e il part-time e chiarisce come il CCNL influisce sulle condizioni. Le indicazioni sono generali e senza cifre: per i dettagli conta sempre ciò che è scritto nel proprio contratto.

In sintesi
  • Il tempo determinato stagionale è tipico delle località turistiche; il tempo indeterminato è più frequente negli hotel aperti tutto l'anno.
  • L'apprendistato è un contratto di lavoro con formazione, il tirocinio è un percorso formativo regolato dalla Regione.
  • Il CCNL applicato dà la base di orario, riposi, livelli e maggiorazioni: va sempre letto.

Tempo indeterminato e tempo determinato stagionale

Il contratto a tempo indeterminato non ha una data di fine e offre la maggiore continuità; negli alberghi aperti tutto l’anno e nei locali di città è la forma più stabile, spesso proposta dopo un periodo a termine. Il tempo determinato indica invece una data di fine: nelle località turistiche è tipicamente legato alla stagione, che può durare dalla primavera all’autunno oppure per il periodo invernale.

Nel documento si controllano la data di inizio e di fine, la mansione, il livello e l’eventuale possibilità di rinnovo o di proroga. In alcuni casi il CCNL prevede una precedenza nelle riassunzioni per chi ha già lavorato nella stessa struttura; la proposta o il contratto collettivo dicono se e come si applica.

Apprendistato e tirocinio: due strade diverse

L’apprendistato è un vero contratto di lavoro che unisce attività lavorativa e formazione: ha un piano formativo, un tutor in azienda e una durata definita dal CCNL. Molto diffuso in cucina, in sala e al bar, è pensato soprattutto per i giovani che vogliono imparare il mestiere con una qualifica finale.

Il tirocinio, o stage, è invece un percorso di orientamento e formazione, non un rapporto di lavoro. È regolato a livello regionale, prevede un progetto formativo e, di norma, un’indennità definita dalla Regione. La differenza pratica è che l’apprendista ha un contratto con diritti e doveri propri, mentre il tirocinante sta svolgendo un periodo formativo presso la struttura ospitante.

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Lavoro a chiamata, part-time e somministrazione

Nel settore si incontra spesso il lavoro intermittente, o a chiamata: il lavoratore viene chiamato quando serve, per esempio per banchetti, eventi o weekend di punta. Il contratto indica se l’interessato è obbligato a rispondere e, in tal caso, può prevedere un’indennità di disponibilità; se non è obbligato, lavora solo quando accetta la chiamata.

Il part-time riduce l’orario rispetto al tempo pieno e deve specificare giorni e fasce orarie. Con la somministrazione, infine, il datore formale è un’agenzia per il lavoro, che invia il lavoratore presso la struttura utilizzatrice. La tabella confronta i casi.

FormaChi è il datoreCaratteristica principale
Tempo determinatoLa strutturaTermine fissato nel contratto
ApprendistatoLa strutturaFormazione e qualifica finale
A chiamataLa strutturaLavoro quando si è chiamati
SomministrazioneL’agenzia per il lavoroMissione presso un utilizzatore

Il CCNL: che cosa cambia nella pratica

Il contratto collettivo è la base su cui si costruisce ogni rapporto. Per un cameriere o un addetto ai piani stabilisce il livello di inquadramento, per un aiuto cuoco le mansioni che può svolgere, per tutti l’orario ordinario, i riposi, le ferie e le maggiorazioni per festivi e notturni. Cambia poi da un CCNL all’altro, per esempio tra quello che regola gli alberghi e quello che regola i pubblici esercizi, anche in aspetti come le mensilità aggiuntive e la disciplina del periodo di prova.

Per questo, in una proposta seria, si legge il nome del CCNL applicato. Se manca, si può chiedere per iscritto, e un sindacato o un patronato può aiutare a capire come si traduce nel caso concreto.

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Francesca Bianchi

Condivide consigli semplici e utili su finanza personale, risparmio e gestione del denaro.