Passo 3: le domande del tutor nel colloquio per giovani

Pubblicato da Francesca Bianchi su

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Il colloquio per un percorso formativo si prepara pensando a ciò che il tutor vuole capire: se il candidato ha scelto il mestiere con consapevolezza, se saprà conciliare lavoro e formazione, se accetterà di essere corretto. Le risposte migliori sono corte, concrete e legate a qualcosa di vissuto.

Questo passo mostra le domande ricorrenti, un metodo per costruire le risposte quando mancano esperienze lavorative, le domande che conviene fare a propria volta e le attenzioni per un incontro a distanza. È pensato per essere ripassato nei due o tre giorni che precedono l’appuntamento.

In sintesi
  • Un'ora spesa a conoscere l'azienda e il percorso formativo si nota subito nel colloquio.
  • Le domande del tutor mirano a valutare motivazione, collaborazione e capacità di imparare.
  • Gli esempi di scuola o volontariato funzionano se raccontati in tre tempi.

Informarsi sull'azienda e sul percorso

Prima del colloquio di lavoro è utile dedicare un’ora a conoscere chi si incontra. Per una bottega o una piccola impresa bastano il sito, i profili pubblici e le informazioni raccolte presso la scuola; per un’azienda più grande contano i prodotti, i reparti e gli eventuali programmi per giovani. Va riletto anche l’annuncio, per ricordare quale formula contrattuale è stata indicata.

Meglio arrivare con quattro o cinque fatti sull’attività che con una conoscenza superficiale di tutto. Un dettaglio preciso, come il tipo di lavorazione o il servizio principale, mostra interesse reale.

Che cosa chiede il tutor e perché lo chiede

Il tutor tende a ripetere poche domande, formulate in modi diversi. La tabella ne elenca alcune e spiega l’intenzione che nascondono.

Domanda tipicaCosa vuole capire il tutor
Perché hai scelto questo mestiere?Se la scelta è maturata o dettata dal caso
Come pensi di conciliare lavoro e ore di formazione?Se il candidato ha valutato l’impegno complessivo
Raccontami un lavoro di gruppo che hai svoltoCome collabora e come gestisce un disaccordo
Che cosa fai quando non riesci a fare qualcosa?Se chiede aiuto e se accetta una correzione
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Rispondere con situazione, azione e risultato

Per le domande su comportamenti passati funziona il metodo in tre tempi. Si descrive la situazione in una frase, si racconta cosa si è fatto in prima persona, si dice come è finita e cosa si è imparato. Chi non ha un lavoro alle spalle può usare esempi di scuola, di sport, di volontariato o di una formazione professionale già seguita.

  • una risposta dura al massimo un minuto;
  • si evita di criticare insegnanti o datori di lavoro precedenti;
  • si ammette un limite quando è vero, aggiungendo cosa si sta facendo per superarlo;
  • si lascia spazio al tutor per le domande successive.

Le domande da fare a tua volta e il colloquio a distanza

Verso la fine si viene invitati a fare domande. Sono utili quelle sul piano formativo: chi seguirà la persona nelle prime settimane, quante ore di formazione esterna sono previste, come avviene la verifica delle competenze acquisite. Domande su orario settimanale e sede aiutano a capire l’impegno reale. Lo stipendio o l’indennità e la durata si trattano in genere nella fase della proposta scritta, non nel primo incontro.

Se il colloquio è in videochiamata, si prova prima il collegamento, si sceglie una stanza silenziosa, si tiene la telecamera all’altezza degli occhi e si evitano rumori di fondo. Ci si veste come se l’incontro fosse di persona, con lo stesso ordine nei documenti.

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Francesca Bianchi

Condivide consigli semplici e utili su finanza personale, risparmio e gestione del denaro.