Passo 2: part-time orizzontale, verticale e misto a confronto

Pubblicato da Francesca Bianchi su

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La parola part-time contiene tre organizzazioni diverse dell’orario. Ognuna cambia i giorni liberi, il modo di spostarsi, la possibilità di avere un secondo impiego e persino il tipo di ore aggiuntive che l’azienda può chiedere. Prima di valutare una proposta serve capire quale delle tre si sta leggendo.

Questo passo descrive le formule una per una, spiega la differenza tra lavoro supplementare e straordinario, indica che cosa deve risultare dal documento scritto e propone un metodo per riconoscere la formula già dall’annuncio. Le informazioni sono generali: le regole di dettaglio dipendono dal CCNL.

In sintesi
  • Orizzontale, verticale e misto cambiano giorni liberi, spostamenti e ore aggiuntive.
  • Lavoro supplementare e straordinario sono cose diverse, regolate dal contratto collettivo.
  • Durata e collocazione dell'orario devono risultare nel patto scritto.

Orizzontale: giornate più corte, tutti i giorni previsti

Nel part-time orizzontale l’orario giornaliero è ridotto rispetto a quello normale e si lavora tutti i giorni della settimana lavorativa stabilita. È la formula più comune nel commercio, negli uffici e nei servizi: per esempio una mattina breve ogni giorno, oppure un pomeriggio di cinque ore.

Il vantaggio è la regolarità, che permette di organizzare studio e famiglia attorno a una fascia fissa. Il limite sta nell’impossibilità di concentrare la presenza in pochi giorni e nel fatto che gli spostamenti quotidiani restano gli stessi, con un peso maggiore rispetto al tempo effettivamente lavorato. Le ore oltre quelle concordate, ma entro il tempo pieno, si chiamano lavoro supplementare.

Verticale e misto: pochi giorni pieni o una combinazione

Nel part-time verticale si lavora a orario normale, ma soltanto in alcuni giorni della settimana, del mese o dell’anno. Rientrano qui, per esempio, il lavoro nel fine settimana o i periodi di maggior attività concentrati in alcune stagioni. Nel misto la riduzione è insieme giornaliera e periodica: la giornata può essere breve in alcuni giorni e piena in altri.

La formula verticale lascia giornate intere libere ed è più comoda per chi vive lontano o per chi ha un secondo impegno in giorni precisi. In compenso, nelle giornate di lavoro l’impegno è lungo, e chi ha figli piccoli deve valutare l’organizzazione. Nel misto la regolarità dipende dal calendario che l’azienda mette per iscritto.

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Le tre formule a confronto

La tabella riassume le caratteristiche principali, utili per confrontare due proposte simili.

FormulaCome si distribuisce l’orarioPer chi può funzionare
OrizzontaleMeno ore ogni giorno lavorativoChi vuole una fascia regolare, per esempio la mattina
VerticaleGiornate intere solo in certi giorni, settimane o mesiChi ha un altro impegno o abita lontano dalla sede
MistoCombinazione di giornate ridotte e giornate pieneChi può adattarsi a un calendario più articolato
Nessuna di queste in modo chiaroOrario descritto solo come disponibilità genericaDa chiarire per iscritto prima di accettare

Lavoro supplementare, straordinario e forma scritta

Nel part-time orizzontale si chiama lavoro supplementare quello svolto oltre l’orario concordato ma entro il limite del tempo pieno; il lavoro straordinario è quello che supera il tempo pieno. Nel verticale e nel misto il supplementare si applica alle giornate in più rispetto a quelle concordate. Limiti, maggiorazioni e consenso dell’interessato dipendono dal contratto collettivo e dall’accordo individuale.

La legge richiede che il patto di part-time risulti per iscritto, con indicazione della durata della prestazione e della collocazione temporale dell’orario in riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno. Dagli annunci conviene dedurre la formula da dettagli come “solo sabato e domenica” o “dal lunedì al venerdì, mattina”, e verificarla nel documento prima di firmare.

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Francesca Bianchi

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