Contratti di lavoro in Italia: tipi, stipendio e diritti

Pubblicato da Francesca Bianchi su

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Una proposta di lavoro arriva spesso con un foglio pieno di sigle: CCNL, livello, RAL, periodo di prova, TFR. Chi è al primo impiego, o cambia lavoro dopo anni nella stessa azienda, raramente ha avuto occasione di imparare cosa significano davvero.

Questa guida indipendente spiega in termini generali come funzionano i contratti di lavoro in Italia, cosa guardare in una proposta e quali passaggi seguire prima di firmare o di lasciare un impiego. Non siamo un datore di lavoro né un’agenzia e non raccogliamo curriculum.

In sintesi
  • Chiedi sempre quale contratto collettivo viene applicato.
  • La RAL è un importo lordo: il netto dipende da contributi e imposte.
  • Periodo di prova e TFR fanno parte del contratto anche se non sono in evidenza.

I tipi di contratto che si incontrano più spesso

In Italia il rapporto di lavoro subordinato può assumere forme diverse. Il contratto a tempo indeterminato non ha una scadenza ed è la forma considerata ordinaria. Il contratto a tempo determinato ha invece una data di fine, con limiti di durata e di rinnovo fissati dalla legge e dal contratto collettivo applicato.

L’apprendistato unisce lavoro e formazione ed è rivolto in genere ai giovani. La somministrazione prevede che il lavoratore sia assunto da un’agenzia per il lavoro autorizzata e inviato a lavorare presso un’azienda utilizzatrice. Il part-time riduce l’orario rispetto al tempo pieno e può combinarsi con le forme precedenti. Lo stage, o tirocinio, non è un contratto di lavoro: è un periodo di formazione in azienda con un’indennità e regole proprie, che cambiano da regione a regione.

Cosa stabilisce il contratto collettivo nazionale

Il CCNL è l’accordo tra organizzazioni sindacali e associazioni datoriali che regola un intero settore. Quasi tutto ciò che conta nella vita quotidiana in azienda dipende da lì: i livelli di inquadramento e le mansioni associate, l’orario settimanale, le ferie, i permessi, il numero di mensilità, la durata della prova e del preavviso, gli scatti di anzianità quando previsti.

Per questo motivo la prima domanda da fare davanti a una proposta è quale contratto collettivo viene applicato. Lo stesso lavoro, in due aziende che applicano CCNL diversi, può avere condizioni diverse pur restando regolare.

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Lordo e netto: perché i due numeri sono diversi

Nelle proposte lo stipendio è espresso quasi sempre come retribuzione annua lorda, abbreviata in RAL. Dal lordo l’azienda trattiene i contributi previdenziali a carico del lavoratore e le imposte sul reddito, che poi versa per suo conto. Quello che arriva sul conto corrente è il netto, e la differenza dipende dal reddito complessivo, dalle detrazioni spettanti e dalle addizionali locali.

Conviene quindi non confrontare mai una RAL con un netto mensile sentito da un collega. Lo stesso lordo annuo, diviso per tredici o quattordici mensilità a seconda del CCNL, produce un importo mensile diverso. Chi vuole una stima del netto può chiedere all’azienda una simulazione della busta paga o rivolgersi a un patronato o a un consulente del lavoro.

Periodo di prova e trattamento di fine rapporto

Quasi tutti i contratti di lavoro iniziano con un periodo di prova, la cui durata massima è fissata dal contratto collettivo e varia con il livello di inquadramento. Durante la prova entrambe le parti possono interrompere il rapporto senza preavviso e senza motivazione, salvo diversa previsione. La prova deve risultare per iscritto nella lettera di assunzione, altrimenti in genere si considera non pattuita.

Il TFR, trattamento di fine rapporto, è una quota della retribuzione che l’azienda accantona ogni anno e che viene liquidata al termine del rapporto, qualunque sia il motivo della cessazione. Il lavoratore può scegliere, entro i termini previsti, se lasciarlo in azienda o destinarlo a un fondo di previdenza complementare.

I prossimi tre passi della guida e i contratti a confronto

Il percorso è diviso in altri tre passi. Nel primo si approfondiscono i tipi di contratto e il ruolo del CCNL, con le differenze tra apprendistato e tirocinio. Nel secondo si impara a leggere una lettera di assunzione e le voci principali della busta paga. Nel terzo si affrontano preavviso, dimissioni, continuità contributiva e i soggetti a cui chiedere chiarimenti prima di firmare o cambiare lavoro. Prima della tabella, tre domande da tenere a mente per qualsiasi proposta:

  • quale CCNL e quale livello vengono applicati
  • se la retribuzione è indicata come lordo annuo e su quante mensilità
  • quanto dura la prova e cosa succede alla scadenza, se il contratto è a termine
ContrattoDurataA cosa fare attenzione
Tempo indeterminatoSenza scadenzaLivello di inquadramento e durata della prova
Tempo determinatoData di fine stabilitaLimiti ai rinnovi e causale, se richiesta
ApprendistatoPeriodo formativo definitoPiano di formazione e passaggio di livello
SomministrazioneA termine o indeterminataChi è il datore di lavoro e la parità di trattamento
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Prima di aprire il primo passo, converti una volta la RAL che hai in mente in stipendio mensile e orario.

Da RAL a stipendio mensile e orario

Inserisci la retribuzione annua lorda (RAL) indicata in un annuncio o in una proposta, il numero di mensilità previsto dal contratto collettivo e le ore settimanali. Il risultato è il lordo mensile, settimanale e orario: serve a confrontare proposte diverse sulla stessa base.

Inserisci una RAL, le mensilità (12, 13 o 14) e le ore settimanali.

Lordo mensile
Lordo settimanale
Lordo orario
Netto mensile stimato

Solo una stima aritmetica. Il netto dipende da IRPEF, addizionali, contributi e detrazioni personali: per il valore reale fa fede la busta paga o una simulazione del consulente del lavoro.

Guida informativa indipendente. Questo sito non è un datore di lavoro né un'agenzia per il lavoro, non pubblica offerte proprie e non raccoglie curriculum o dati personali.


Francesca Bianchi

Condivide consigli semplici e utili su finanza personale, risparmio e gestione del denaro.