Passo 3: dimissioni, preavviso e NASpI, le domande frequenti

Pubblicato da Francesca Bianchi su

Passo 3 di 3
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Cambiare lavoro è un momento in cui si firma due volte: la nuova proposta e, prima ancora, le dimissioni dal vecchio impiego. Le domande più frequenti riguardano quasi sempre l’ordine delle cose, i tempi e cosa resta delle tutele maturate.

Questo passo risponde in termini generali e chiude il percorso con una lista di controllo da tenere accanto alla proposta. Per i casi particolari, la strada giusta resta chiedere a chi può leggere i documenti.

In sintesi
  • Prima si firma la nuova proposta, poi si danno le dimissioni rispettando il preavviso del CCNL.
  • Le dimissioni volontarie seguono di norma la procedura telematica del Ministero del Lavoro.
  • Con dimissioni volontarie ordinarie la NASpI in genere non spetta; i casi particolari vanno verificati.

Quanto preavviso devo dare se voglio cambiare lavoro?

Per preavviso si intende il tempo che separa l’annuncio delle dimissioni dall’ultimo giorno in servizio. La sua durata è fissata dal CCNL applicato e cresce, di norma, con il livello e con l’anzianità di servizio; la lettera di assunzione può richiamarla ma non ridurla sotto quanto previsto dal contratto collettivo. Non rispettarlo comporta in genere una trattenuta pari alla retribuzione del periodo non lavorato, salvo accordo con l’azienda per un’uscita anticipata.

L’ordine consigliato è semplice: prima la nuova proposta scritta e firmata, poi le dimissioni. Un esempio: Chiara ha il nuovo contratto di lavoro con data di inizio concordata; conta a ritroso i giorni di preavviso previsti dal suo CCNL e comunica le dimissioni in modo che le due date non si sovrappongano. Durante il preavviso si lavora normalmente e maturano ferie e contributi.

Come si presentano le dimissioni online?

In Italia le dimissioni volontarie dei lavoratori subordinati seguono, nella generalità dei casi, una procedura telematica sul portale del Ministero del Lavoro, pensata per accertare che la volontà sia davvero della persona. Una lettera cartacea consegnata all’azienda, da sola, in genere non basta a chiudere il rapporto.

  1. Accedere al servizio con la propria identità digitale, oppure rivolgersi a un patronato, un sindacato o un altro soggetto abilitato
  2. Compilare il modulo con i dati del rapporto e la data di decorrenza, che tiene conto del preavviso
  3. Inviare: il sistema trasmette la comunicazione all’azienda e agli uffici competenti
  4. Conservare la ricevuta; entro un breve periodo è possibile revocare le dimissioni con la stessa procedura

Alcune categorie e situazioni familiari seguono percorsi diversi. Avvisare il responsabile a voce è cortese, ma non sostituisce l’invio telematico. Il pulsante a fine pagina porta alla pagina ufficiale del Ministero del Lavoro sulla procedura.

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Se mi dimetto perdo la NASpI?

La NASpI è l’indennità di disoccupazione gestita dall’INPS e, in termini generali, spetta a chi perde il lavoro in modo involontario e ha i requisiti contributivi richiesti. Le dimissioni volontarie ordinarie, di norma, non danno diritto all’indennità, perché la perdita del lavoro non è involontaria. Alcune situazioni, come le dimissioni per giusta causa, sono trattate diversamente.

SituazioneNASpI in termini generaliCosa verificare
Dimissioni volontarie ordinarieDi norma non spettaRequisiti e casi particolari con un patronato
Dimissioni per giusta causaPuò spettareMotivazione documentata e procedura corretta
Scadenza di un contratto a terminePuò spettareContributi maturati nel periodo richiesto
Risoluzione consensuale in sede protettaDipende dal casoTipo di conciliazione e sua formalizzazione

Il caso del nuovo rapporto che si chiude durante la prova ha regole specifiche: meglio verificarlo prima di dimettersi.

A chi chiedo se qualcosa non torna?

La continuità contributiva non si interrompe con il cambio di azienda: i contributi versati restano nella posizione personale presso l’INPS, consultabile online, e il nuovo datore riprende a versare dal primo giorno. Dopo qualche mese conviene controllare l’estratto conto contributivo.

Per i dubbi che restano, in Italia esistono tre porte principali, tutte in genere gratuite per il lavoratore:

  • Il sindacato, per leggere il CCNL, assistere nelle dimissioni e seguire eventuali vertenze
  • Il patronato, per pratiche previdenziali come NASpI, contributi e TFR
  • L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, per segnalare irregolarità come lavoro non dichiarato o cedolini che non corrispondono alle ore

La lista che segue riassume i controlli da fare con la proposta davanti.

Prima di procedere: checklist
  • Il CCNL, il livello e le mansioni sono scritti nella proposta
  • La RAL è chiara e confrontata a parità di mensilità
  • La durata della prova rientra nei limiti del CCNL
  • Il preavviso del vecchio contratto è stato calcolato prima di fissare la data di inizio
  • Le dimissioni saranno inviate con la procedura telematica, con ricevuta conservata
  • Un patronato o un sindacato ha chiarito i dubbi su NASpI e contributi

Se vuoi leggere la procedura ufficiale delle dimissioni

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali pubblica sul proprio sito la pagina dedicata alle dimissioni volontarie e alla risoluzione consensuale, con la descrizione della procedura telematica, i soggetti abilitati e i moduli da usare. Dopo i tre passi di questa guida può essere utile leggere direttamente la fonte, tenendo accanto la lista di controllo qui sotto. Consultare quella pagina non avvia alcuna procedura e non comporta impegni.

›Vai alla pagina del Ministero sulle dimissioni‹

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Francesca Bianchi

Condivide consigli semplici e utili su finanza personale, risparmio e gestione del denaro.