Passo 3: le domande del colloquio e cosa vogliono capire

Pubblicato da Francesca Bianchi su

Passo 3 di 4
Ads

Chi conduce un colloquio non cerca la risposta perfetta: cerca conferme. Vuole sapere se quello che il curriculum dichiara regge a una domanda concreta, se la persona si inserirà nel gruppo e se le aspettative reciproche sono compatibili. Ogni domanda, anche la più banale, serve a una di queste tre verifiche.

Questo passo parte dalla ricerca sull’azienda, passa alle domande che arrivano quasi sempre, spiega il metodo situazione, azione, risultato e chiude con le domande da fare e con il colloquio telefonico o in video.

In sintesi
  • Ogni domanda del colloquio verifica una di tre cose: competenze reali, inserimento nel gruppo, aspettative compatibili.
  • Quattro o cinque episodi preparati con situazione, azione, risultato coprono la maggior parte delle domande.
  • Le domande che fai sono parte della valutazione: preparane due o tre sul ruolo e sulle fasi successive.

Perché la ricerca sull'azienda si nota subito?

Una delle prime domande è quasi sempre una variante di cosa sa di noi. Chi la pone non vuole una recita del sito aziendale: vuole capire se il candidato ha scelto quell’azienda o ha risposto a tutte le offerte di lavoro del settore. Mezz’ora di ricerca prima del colloquio di selezione basta a distinguersi.

  • Attività principale, prodotti o servizi, sedi e dimensioni approssimative
  • Notizie recenti: aperture, nuovi progetti, cambi di direzione
  • Il contratto collettivo applicato, se indicato nell’annuncio, e il tipo di contratto proposto
  • Il profilo della persona che condurrà il colloquio, se il nome è noto

Queste informazioni servono anche a formulare le domande finali. Un’azienda che non si trova da nessuna parte merita una domanda diretta al colloquio.

Quali domande arrivano quasi sempre, e cosa misurano?

Le domande variano con il ruolo, ma alcune compaiono in quasi ogni colloquio di lavoro in Italia, perché rispondono a esigenze di chi seleziona che non cambiano. La tabella accosta la domanda a ciò che vuole capire davvero.

Domanda tipicaCosa vogliono capireCome impostare la risposta
Mi parli di leiSe sai sintetizzare e cosa scegli di mettere in primo pianoDue minuti: percorso, competenza principale, perché sei qui
Perché ha lasciato o vuole lasciare il lavoro attualeSe parli male dei datori precedenti e cosa cerchi davveroMotivo orientato al futuro, senza critiche personali
Mi racconti una difficoltà che ha affrontatoCome ragioni sotto pressione e se ti assumi responsabilitàSituazione, azione, risultato, con un caso reale
Quali sono le sue aspettative sulle condizioniSe conosci il mercato e se la distanza è colmabileUna fascia ragionata, legata a ruolo e CCNL, e apertura al confronto

Le domande sui punti deboli o sui progetti a cinque anni seguono la stessa logica: conta una risposta coerente con il resto del colloquio e con il curriculum inviato.

Pubblicità

Come si risponde con situazione, azione, risultato?

Una risposta generica, come sono una persona precisa, non dà a chi ascolta nulla da verificare. Il metodo situazione, azione, risultato trasforma un’affermazione in una prova. Si descrive in una frase il contesto, in due o tre frasi cosa hai fatto tu, non il team, e in una frase cosa è cambiato dopo.

Prima del colloquio conviene preparare quattro o cinque episodi di questo tipo, presi da lavori precedenti, da uno stage, da un progetto di studio o da un’attività di volontariato. Ogni episodio deve poter rispondere a più domande: lo stesso cliente difficile può dimostrare pazienza, capacità di negoziare o gestione del tempo.

Gli episodi scelti vanno allineati ai requisiti dell’annuncio: se la posizione richiede lavoro in team, almeno due esempi devono riguardare un gruppo. Chi ha poca esperienza professionale può usare episodi di studio o di vita quotidiana, purché concreti e raccontati con la stessa struttura.

Quali domande fare, e cosa cambia al telefono o in video?

Le domande del candidato sono parte della valutazione: chi non chiede nulla sembra poco interessato. Due o tre domande preparate bastano, ad esempio su come è organizzata una giornata tipo, su chi sarà il responsabile diretto, sulla durata del periodo di prova previsto, sulle prossime fasi della selezione e sui tempi di risposta. Le domande su ferie e orari ridotti vanno rinviate a quando una proposta è sul tavolo.

Il colloquio telefonico è di norma un primo filtro breve: serve a verificare disponibilità, requisiti essenziali e capacità di comunicare. Va affrontato in un luogo silenzioso, con il curriculum e l’annuncio davanti e con il telefono carico. Nel colloquio in video contano inquadratura, luce frontale, sfondo ordinato e una connessione provata prima; guardare la telecamera, non lo schermo, quando si parla aiuta chi ascolta.

Per un incontro in presenza si portano una copia stampata del curriculum, un documento di identità, gli attestati citati nel CV e un blocco per gli appunti.

Guida informativa indipendente. Questo sito non è un datore di lavoro né un'agenzia per il lavoro, non pubblica offerte proprie e non raccoglie curriculum o dati personali.


Francesca Bianchi

Condivide consigli semplici e utili su finanza personale, risparmio e gestione del denaro.