Passo 4: Periodo di Prova, Preavviso e Tutele
Dopo la firma arrivano decisioni nuove: la prova che finisce, un’altra proposta, una voce della busta paga che non torna. Chi ha poca esperienza spesso non sa a chi chiedere.
Questo ultimo passo spiega in termini generali fine della prova, preavviso, dimissioni e contributi, e indica a chi rivolgersi. Si chiude con una lista di controllo da usare prima di firmare.
- La prova va scritta nel contratto e, superata, non richiede una nuova firma.
- Le dimissioni valgono solo con la procedura telematica del Ministero del Lavoro.
- I contributi versati restano nella posizione personale anche cambiando azienda.
Cosa succede alla fine del periodo di prova
Durante il periodo di prova ciascuna parte può interrompere il rapporto più facilmente, in genere senza preavviso, salvo quanto stabilisce il CCNL. Se il contratto non menziona la prova per iscritto, di norma la prova non esiste.
Quando la prova scade senza recesso, il rapporto prosegue alle condizioni pattuite e il periodo lavorato conta per anzianità, ferie e TFR. Non serve una nuova firma, ma è utile chiedere una conferma scritta. Se invece l’azienda recede, restano dovuti la retribuzione dei giorni svolti, il TFR e le ferie non godute, e conviene chiedere per iscritto la motivazione del recesso.
Preavviso e dimissioni: lasciare un lavoro in modo corretto
Finita la prova, chi vuole lasciare il lavoro deve rispettare un preavviso, cioè un periodo tra la comunicazione e l’ultimo giorno. La durata è fissata dal CCNL in base a livello e anzianità; nel tempo determinato, di norma, si può lasciare prima della scadenza solo per giusta causa. Senza preavviso, chi lascia può vedersi trattenere l’indennità corrispondente.
Le dimissioni valgono solo se trasmesse con la procedura telematica sul portale del Ministero del Lavoro, con identità digitale oppure tramite patronato, sindacato o consulente del lavoro. Prima di avviarla conviene:
- verificare sul CCNL il preavviso per il proprio livello
- concordare l’ultimo giorno e le ferie residue
- chiedere quando verranno liquidate le ultime competenze e il TFR
- conservare la ricevuta della procedura
Cambiare lavoro: contributi, NASpI e continuità
Quando si passa da un’azienda all’altra, i contributi previdenziali già versati non si perdono: restano registrati nella posizione assicurativa personale, consultabile sul sito dell’INPS. Il TFR maturato viene liquidato dal datore precedente o resta nel fondo scelto.
La NASpI è l’indennità di disoccupazione per chi perde il lavoro in modo involontario, per esempio alla scadenza di un contratto a termine. In termini generali richiede un minimo di contributi e non spetta a chi si dimette, salvo giusta causa. Prima di lasciare un contratto per un altro, è utile chiedere a un patronato se la scelta incide sull’indennità. Il tirocinio non dà accesso alla NASpI, perché non è lavoro subordinato.
A chi chiedere quando qualcosa non torna
Chi comincia non deve capire tutto da solo. Esistono più soggetti che offrono informazioni e assistenza, spesso senza costi per il lavoratore.
| A chi rivolgersi | Per cosa è utile | Cosa portare |
|---|---|---|
| Sindacato o patronato | Lettura di contratto e cedolino, dimissioni, domande all’INPS | Contratto firmato, ultime buste paga |
| Consulente del lavoro | Voci della busta paga e CCNL applicato | Il cedolino con la voce da chiarire |
| Ispettorato Nazionale del Lavoro | Informazioni sui diritti e segnalazioni di irregolarità | Descrizione dei fatti, contratto |
Per un dubbio di lettura, partire dal consulente o dal patronato; per un sospetto di irregolarità, come ore non pagate o un tirocinio usato al posto di un contratto, rivolgersi all’Ispettorato. Chiedere non compromette il rapporto: è un modo per entrare nel mondo del lavoro con i piedi per terra.
- Il CCNL applicato e il livello di inquadramento sono scritti nella lettera
- Tipo di contratto, data di inizio e, se a termine, data di fine sono indicati
- Il periodo di prova è scritto, con durata coerente con il CCNL
- Orario settimanale, sede e mansioni sono descritti in modo preciso
- La RAL è accompagnata dal numero di mensilità e dalle voci che comprende
- Hai una copia firmata da entrambe le parti prima del primo giorno
Per chiarimenti sui diritti, il canale pubblico
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro è l’ente pubblico che vigila sul rispetto delle norme in materia di lavoro in Italia. Sul suo sito ufficiale pubblica informazioni sui diritti dei lavoratori, note e chiarimenti sulle forme contrattuali e indica i canali attraverso cui chiedere informazioni o segnalare una situazione che non torna. Dopo aver seguito questa guida, consultarlo è un modo per verificare con una fonte istituzionale ciò che si è letto qui.
›Vai al sito dell'Ispettorato‹Stai uscendo dalla guida verso il sito pubblico dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro. Questa guida è indipendente e non è collegata all'Ispettorato né ad alcun ente pubblico.
Guida informativa indipendente. Questo sito non è un datore di lavoro né un'agenzia per il lavoro, non pubblica offerte proprie e non raccoglie curriculum o dati personali.