Passo 2: leggere l’annuncio e adattare il CV, domande e risposte

Pubblicato da Francesca Bianchi su

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Un annuncio letto di fretta porta a candidature sbagliate in due direzioni: ci si candida a ruoli fuori portata o si rinuncia a ruoli alla portata per un requisito frainteso. Leggere bene costa cinque minuti e ne risparmia molti.

Questo passo risponde alle domande che sorgono davanti a un annuncio concreto: quali requisiti pesano, se vale la pena riscrivere il CV ogni volta, come dimostrare quello che non è scritto su un attestato e quali errori fanno finire una candidatura nel cestino.

In sintesi
  • Obbligatori sono i requisiti di legge e abilitanti; gli altri si possono argomentare.
  • Il CV si adatta a ogni annuncio nelle parole e nell'ordine, non nella struttura.
  • Le competenze senza attestato si dimostrano con esempi concreti di dove sono state usate.

Quali requisiti sono davvero obbligatori?

Quelli senza cui l’azienda non può assumere o non può far lavorare la persona. Rientrano in questa categoria i titoli abilitanti, le patenti e i patentini, le certificazioni previste per legge, la disponibilità a turni o trasferte quando il ruolo le prevede e il diritto a lavorare in Italia. Tutto il resto, dagli anni di esperienza al livello di una lingua, è di solito argomentabile, anche quando l’annuncio usa la parola richiesto.

Oltre ai requisiti obbligatori, in ogni annuncio vanno cercate quattro informazioni, perché cambiano la decisione di candidarsi:

  • Il tipo di contratto proposto, per esempio a tempo determinato, indeterminato, apprendistato o somministrazione
  • La sede effettiva, non quella legale dell’azienda
  • L’orario, con l’indicazione di part-time, turni, notturno o festivi
  • Chi seleziona, se l’azienda direttamente o un’agenzia per conto terzi

Se un’informazione manca, va annotata come domanda da fare al primo contatto, non come motivo per rinunciare.

Devo riscrivere il CV per ogni annuncio?

Non riscriverlo, ma adattarlo sì. La struttura resta la stessa; cambiano il titolo in testa al documento, l’ordine delle competenze e le parole usate per descrivere le esperienze. Se l’annuncio parla di gestione dell’ordine e del cliente, il CV deve usare le stesse parole chiave dell’annuncio, perché chi fa una prima selezione, persona o software, cerca proprio quelle.

Un esempio: un annuncio per addetto alla logistica cita picking, uso del palmare e preparazione delle spedizioni. Chi ha lavorato in un magazzino può scrivere esattamente queste attività nella voce dell’esperienza, con un numero che dia la misura, come il volume di ordini preparati in un turno. La stessa esperienza descritta come mansioni varie di magazzino non comunica nulla. La lettera di presentazione segue la stessa logica in tre paragrafi: perché questo ruolo, cosa porti in relazione ai requisiti dell’annuncio, disponibilità e contatti.

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Come dimostro un requisito che non ho su carta?

Con fatti verificabili, non con aggettivi. Molte competenze richieste negli annunci non hanno un attestato, e chi seleziona lo sa. Quello che cerca è un esempio di dove e come la competenza è stata usata. La tabella mostra alcuni requisiti frequenti e il modo per renderli credibili nel CV o nella lettera.

RequisitoCome dimostrarlo
Capacità di lavorare in teamUn progetto o un turno in cui il risultato dipendeva da più persone, con il tuo ruolo preciso
Conoscenza di un gestionale o di un softwareNome del programma, attività svolte con quel programma e per quanto tempo
Orientamento al clienteTipo di clienti serviti, situazioni difficili gestite, risultati ottenuti
Lingua straniera a livello intermedioContesto in cui l’hai usata, per esempio telefonate con fornitori o clienti stranieri

Se un requisito manca del tutto, meglio dirlo in una frase nella lettera e indicare come si intende colmarlo, piuttosto che lasciarlo scoprire durante il colloquio di lavoro.

Quali errori fanno scartare una candidatura?

Quasi sempre errori di attenzione, non di competenza. I più frequenti, in ordine di gravità:

  1. Nome dell’azienda sbagliato o lettera indirizzata a un’altra azienda, segno di invio in serie
  2. CV che non risponde ai requisiti indispensabili, a volte perché l’annuncio non è stato letto fino in fondo
  3. Esperienze descritte senza date, senza datore di lavoro o senza mansioni
  4. Documenti in formati diversi dal PDF o con nomi di file poco chiari
  5. Dati di contatto non aggiornati o indirizzi email poco professionali
  6. Assenza del consenso al trattamento dei dati personali, che alcune aziende richiedono per poter conservare il CV

Una rilettura a voce alta, con l’annuncio aperto accanto, intercetta la maggior parte di questi problemi. Il passo seguente parte da qui e affronta l’invio vero e proprio della candidatura.

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Francesca Bianchi

Condivide consigli semplici e utili su finanza personale, risparmio e gestione del denaro.