Passo 3: leggere l’annuncio e adattare il curriculum

Pubblicato da Francesca Bianchi su

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Un annuncio letto di fretta porta a due errori opposti: rinunciare perché manca un requisito che in realtà era solo gradito, oppure candidarsi a tutto senza cambiare una riga del curriculum. Chi è alla prima candidatura o rientra dopo anni cade spesso nel primo.

In questo passo impari a smontare un annuncio in parti, a decidere se vale una candidatura e a riscrivere curriculum e lettera in modo che parlino la lingua di quell’annuncio, anche quando le tue esperienze vengono dallo studio, dal volontariato o dalla vita di famiglia.

In sintesi
  • Un requisito gradito che manca non chiude la porta; uno obbligatorio sì.
  • Riprendi le parole dell'annuncio per descrivere esperienze vere, anche non retribuite.
  • La lettera nomina la pausa in una frase e passa subito a cosa sai fare oggi.

Requisiti obbligatori e requisiti graditi

Gli annunci mescolano quasi sempre due tipi di richieste. I requisiti obbligatori sono quelli senza cui la candidatura viene scartata: un titolo abilitante, una patente, una lingua a un livello preciso, la disponibilità a turni. I requisiti graditi, spesso introdotti da espressioni come preferibilmente, costituisce titolo preferenziale o gradita esperienza, sono vantaggi, non barriere.

Una regola pratica: se possiedi tutti gli obbligatori e almeno una parte dei graditi, la candidatura ha senso. L’esperienza di uno o due anni nel ruolo indicata come gradita non esclude chi è alla prima esperienza, soprattutto se il resto del profilo è coerente. Se invece manca un obbligatorio vero, come un’abilitazione, è meglio investire il tempo in un annuncio diverso.

Contratto, sede e orario: cosa controllare prima di candidarsi

Oltre ai requisiti, l’annuncio contiene informazioni che decidono se il posto è compatibile con la tua vita. La forma del contratto di lavoro (tempo determinato, indeterminato, apprendistato, somministrazione, tirocinio) dice quanto dura il rapporto e quali tutele prevede. La sede va verificata sulla mappa, con i mezzi che useresti davvero. L’orario, se indicato, va confrontato con i tuoi impegni, specialmente per chi rientra e ha una famiglia da organizzare.

Quando un’informazione manca, puoi chiederla in un colloquio o in una email di risposta, senza che questo tolga valore alla candidatura. Per chi si affaccia al lavoro dopo gli studi, l’apprendistato e il tirocinio sono forme pensate proprio per chi ha poca esperienza, e vale la pena capirne le differenze prima di scegliere.

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Adattare il curriculum: parole chiave ed esperienze non lavorative

Adattare il curriculum non significa inventare. Significa riprendere le parole chiave dell’annuncio (le mansioni, gli strumenti, le competenze nominate) e usarle per descrivere quello che hai fatto davvero, in un ordine che metta prima ciò che interessa a quell’azienda. Molte selezioni passano da un primo filtro, umano o automatico, che cerca proprio quei termini.

Per chi non ha esperienze retribuite, la chiave è descrivere le attività con lo stesso linguaggio di un lavoro: cosa facevi, con quali strumenti, con quale risultato.

Requisito nell’annuncioCome dimostrarlo con esperienze non lavorative
Capacità organizzativeGestione del tempo tra studio e lavoretti, coordinamento di un evento scolastico o associativo, organizzazione della vita familiare durante la pausa
Contatto con il pubblicoVolontariato allo sportello di un’associazione, servizio in un oratorio o in una sagra, assistenza ai clienti in un’attività di famiglia
Uso di strumenti digitaliFogli di calcolo e presentazioni per la tesi, gestione di una pagina social per un gruppo, pratiche online svolte per i familiari
Lavoro in squadraProgetti di gruppo all’università, squadra sportiva, turni condivisi in un’attività di volontariato

La lettera di presentazione e gli errori più comuni

La lettera di presentazione è breve: tre paragrafi che spiegano perché quel ruolo, perché tu e cosa chiedi, cioè un colloquio. Per chi rientra dopo una pausa, la lettera è il posto giusto per nominare la pausa in una frase sola e serena, e poi passare subito a cosa sai fare oggi. Non serve giustificarsi.

Gli errori che si vedono più spesso in chi comincia:

  • inviare lo stesso curriculum a tutti, con un obiettivo professionale generico
  • lasciare vuoti gli anni della pausa invece di indicare cosa si è fatto
  • elencare i corsi senza dire cosa si è imparato a fare
  • scrivere la lettera parlando solo di sé e mai dell’azienda
  • dimenticare il consenso al trattamento dei dati personali in fondo al curriculum

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Francesca Bianchi

Condivide consigli semplici e utili su finanza personale, risparmio e gestione del denaro.