Passo 2: dove cercare offerte di lavoro e dove no

Pubblicato da Francesca Bianchi su

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La scelta dei canali decide quanto tempo costa ogni settimana di ricerca. Chi si iscrive a dieci portali senza impostare nulla riceve decine di messaggi inutili al giorno; chi ignora i servizi pubblici e le agenzie rinuncia a una parte delle offerte di lavoro senza saperlo.

Questo passo parte da quattro errori comuni nella fase di ricerca e indica, per ciascuno, un modo più efficace di procedere. Alla fine della pagina dovrebbe essere chiaro quali canali tenere, quali abbandonare e come impostarli una volta sola.

In sintesi
  • Due o tre portali con avvisi stretti rendono più di dieci portali controllati a mano.
  • Centro per l'impiego, agenzie autorizzate ed EURES sono gratuiti per chi cerca lavoro.
  • Filtrare per settore e mansione, non per titolo esatto, fa emergere più annunci adatti.

Errore: iscriversi ovunque senza criterio. Meglio: pochi portali con avvisi precisi

Il primo errore è registrarsi a ogni sito di annunci e poi controllarli tutti a mano. L’alternativa è scegliere due o tre portali adatti al proprio settore, completare il profilo una volta sola e impostare gli avvisi di ricerca con criteri stretti: ruolo, zona, tipo di contratto e, dove possibile, parole chiave della mansione. Un avviso ben impostato porta pochi annunci pertinenti invece di molti annunci qualsiasi.

Prima di attivare un avviso conviene verificare alcuni dettagli:

  • il raggio geografico corrisponde a una distanza davvero percorribile ogni giorno
  • i sinonimi del ruolo sono inclusi, perché lo stesso lavoro cambia nome da un’azienda all’altra
  • la frequenza è giornaliera o settimanale, non immediata, per evitare interruzioni continue
  • il profilo pubblico è aggiornato, perché molti selezionatori cercano direttamente tra i profili

Chi riceve ancora troppi annunci fuori tema dovrebbe restringere i criteri, non aggiungere un altro portale. La candidatura parte dal profilo completo: senza quello, ogni avviso vale meno.

Errore: ignorare il centro per l'impiego. Meglio: sapere cosa può offrire

Molti saltano il centro per l’impiego perché lo immaginano come un ufficio lento e poco utile. In realtà è l’accesso ai servizi pubblici per chi cerca lavoro, e alcune offerte passano solo da lì. In termini generali, il percorso inizia con la dichiarazione di immediata disponibilità, che si può rendere online o allo sportello, e prosegue con un appuntamento in cui si firma un patto di servizio con gli impegni reciproci.

Da quel momento il centro può proporre offerte, corsi di formazione professionale, tirocini e colloqui di orientamento, in base a quanto previsto dalla regione. I dettagli variano da territorio a territorio, quindi conviene consultare il sito della propria regione o chiamare prima di presentarsi. Il tempo investito nell’iscrizione è limitato e apre un canale che i portali privati non coprono.

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Errore: pagare per essere presentati. Meglio: agenzie autorizzate ed EURES

Un errore che costa denaro oltre che tempo è rivolgersi a chi promette di collocare il candidato dietro compenso. Le agenzie per il lavoro autorizzate dal Ministero non chiedono nulla a chi cerca lavoro: il servizio è a carico dell’azienda che le incarica. Sono utili soprattutto per contratti in somministrazione, sostituzioni e inserimenti a termine, che in alcuni casi diventano stabili.

Per chi valuta un impiego in un altro paese dell’Unione europea esiste EURES, la rete dei servizi pubblici per l’impiego europei, con un portale che raccoglie annunci e informazioni sulle condizioni di vita e di lavoro. La tabella mette a confronto i tre servizi.

ServizioCosto per chi cerca lavoroPer cosa è più utile
Centro per l’impiegoNessunoOfferte pubbliche, orientamento, corsi e tirocini
Agenzia per il lavoro autorizzataNessunoSomministrazione, sostituzioni, contratti a termine
EURESNessunoImpiego in un altro paese europeo
Intermediario che chiede un compensoA carico del candidatoDa evitare: l’intermediazione a pagamento verso il lavoratore non è consentita

Errore: cercare solo il titolo esatto. Meglio: filtrare per settore e mansione

L’ultimo errore di questo passo è digitare un titolo preciso, come un ruolo avuto in passato, e scartare tutto il resto. Le aziende descrivono la stessa posizione con nomi diversi, spesso in inglese, e un filtro troppo stretto nasconde annunci adatti. L’alternativa è ragionare per settore e per mansione: cosa si sa fare, in quale ambito, con quali strumenti.

Un metodo pratico consiste nel preparare una lista di tre o quattro titoli equivalenti e di cinque parole chiave sulle competenze, e usarli a rotazione nei filtri. Conviene anche guardare gli annunci di settori vicini, dove le stesse competenze sono richieste con un nome diverso. Quando compare un annuncio interessante con un titolo inatteso, la parola chiave va aggiunta alla lista. In questo modo la ricerca si allarga senza perdere precisione, e il tempo speso per filtrare diminuisce di settimana in settimana.

Guida informativa indipendente. Questo sito non è un datore di lavoro né un'agenzia per il lavoro, non pubblica offerte proprie e non raccoglie curriculum o dati personali.


Francesca Bianchi

Condivide consigli semplici e utili su finanza personale, risparmio e gestione del denaro.